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Vunì

Il fidanzamento:
Cippitinnau
Un tempo era usanza, in paese,
dichiarare il proprio amore alla
donna amata con il rito dello
“cippitinnau. Di notte
l’innamorato lasciava un ceppo
davanti l’abitazione della
giovane con cui desiderava
fidanzarsi. Se il ceppo veniva
portato dentro casa la risposta
era affermativa; negativa se
veniva lasciato fuori.
Un ruolo fondamentale lo aveva
il padre della ragazza che
portava avanti la trattativa
dopo la richiesta di
fidanzamento. Questo è il
dialogo che si teneva tra il
padre e il giovane innamorato.
“Pis efere ton gippo ti
dichatiramu? (Chi ha portato il
ceppo a mia figlia?). E il
giovane rispondeva: “To e’fera
ego’” (L’ho portato io). Nel
caso in cui la decisione fosse
stata positiva il padre della
ragazza pronunciava la frase: “
I dicatera nu ene koli
cippetthenemi!” (Mia figlia ha
trovato un buon partito) Il
ceppo, quindi, veniva portato
dentro casa insieme al giovane.
Se il responso era negativo
questa era la frase: “ghire’
apissu ti din ene j’assena to
cippo” (Torna indietro che il
ceppo non è per te) Il giovane,
a questo punto, non aveva più
speranze.
Questo è un sito che vuole essere
dedicato al Paese di Roccaforte
del Greco, paese nel quale sono
nato e cresciuto e che mi ha
regalato davvero tanto.
Troverete
tantissime fotografie,
informazioni, curiosità.
Tra le curiosità troverete
l'elenco di tutti i soprannomi
esistenti in paese, incluso il mio
chiaramente.
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Luigi Palamara
lu Calannotu
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