home
Sabato 18 Settembre 2004
Home
Fotografie
Tradizioni
Cultura
Municipio
Contatti
   

Google
 
Web www.roccafortedelgreco.info
Scheda

Gli itinerari di Roccaforte del Greco

Posizionato su tre costoni rocciosi, il borgo domina la vallata dell’Amendolea. La parte vecchia ospita il Municipio, proprio la dove secondo la memoria popolare sorgeva, a ridosso del precipizio, il castello poi franato. Fanno da corona il rione castello, il rione borgo e il rione San Carlo, quest’ultimo quasi disabitato. Caratteristiche sono le piccole case e le stradine in pietra. Maestosa è la chiesa matrice dedicata allo Spirito Santo. Nel centro storico, inoltre, è ancora possibile vedere qualche tratto delle mura che cingevano il paese. Interessanti i punti panoramici da cui si gode un’ampia vista ( si puo’ scorgere anche la Sicilia e la cima dell’Etna).

PERCORSO STORICO-RELIGIOSO
Chiesa dello Spirito Santo
Edificio di gusto neoclassico, costruito nel 1930. Sulla facciata con timpano, si notano una serie si lesene, su alto basamento, dotate di capitello composito. Il portale rettangolare presenta un timpano a lunetta spezzato, sormontato da una monofora con arco tutto sesto su ciò spicca lo stemma. Monofore dello stesso tipo, arricchite da timpani triangolari, si trovano anche in basso. In alto e sulle facciate laterali, invece una serie di aperture rettangolari. Sulla parte posteriore un campanile sopraelevato. L’interno, a unica navata, è decorato da una serie di colonne in marmo rosso, dotate di capitello. La parete dell’abside, su cui spicca un crocifisso, è caratterizzata da una balaustra e da tre finestre ad arco con vetri colorati.


 
   Scarica la Scheda
Scheda

Curiosità e leggende
La raccolta delle castagne
Un’antica usanza locale stabiliva che la povera gente potesse raccogliere liberamente le castagne tranne nel periodo che andava da ottobre al primo novembre durante il quale il diritto spettava soltanto ai legittimi proprietari dei castagneti.

Il ricordo della lingua grecanica
Pur non essendo più di uso corrente, non è difficile incontrare in paese qualche anziano in grado di parlare l’affascinante lingua grecanica, un idioma molto simile al greco antico.

Il fidanzamento: Cippitinnau
Un tempo era usanza, in paese, dichiarare il proprio amore alla donna amata con il rito dello “cippitinnau. Di notte l’innamorato lasciava un ceppo davanti l’abitazione della giovane con cui desiderava fidanzarsi. Se il ceppo veniva portato dentro casa la risposta era affermativa; negativa se veniva lasciato fuori.
Un ruolo fondamentale lo aveva il padre della ragazza che portava avanti la trattativa dopo la richiesta di fidanzamento. Questo è il dialogo che si teneva tra il padre e il giovane innamorato. “Pis efere ton gippo ti dichatiramu? (Chi ha portato il ceppo a mia figlia?). E il giovane rispondeva: “To e’fera ego’” (L’ho portato io). Nel caso in cui la decisione fosse stata positiva il padre della ragazza pronunciava la frase: “ I dicatera nu ene koli cippetthenemi!” (Mia figlia ha trovato un buon partito) Il ceppo, quindi, veniva portato dentro casa insieme al giovane. Se il responso era negativo questa era la frase: “ghire’ apissu ti din ene j’assena to cippo” (Torna indietro che il ceppo non è per te) Il giovane, a questo punto, non aveva più speranze.
 

   Scarica la Scheda
Parco Nazionale d'Aspromonte
 
INFO
 
 

 

 

 

 
 
 
© 2004 Calshop.biz ... the Only one! - All Rights Reserved